WRITING: 010

B_ITA

In questa puntata partiremo con i caratteri cinesi veri e propri, in un viaggio che comincia ovviamente con la loro storia millenaria e la loro trasformazione nel corso del tempo, fino ad arrivare ai giorni nostri. Parlare di un argomento così grande è ovviamente non facile, perché sono talmente tante le cose da dire che occorrerebbe scrivere un libro (e molti ne sono già stati scritti). In questo blog mi limiterò alle cose più “generali” ma non troppo, affinchè chi segue queste pagine possa rendersi conto in modo più approfondito che ciò che sta scrivendo è nato giusto qualche annetto fa e la forma, la dimensione, l’ordine non è sempre stato quello cui siamo abituati a vedere.

Quando e come nascono i caratteri cinesi? Eh… questa è una di quelle domande che potrebbe non aver mai una risposta certa, a causa del lasso temporale troppo elevato tra i giorni nostri e le prime iscrizioni ritrovate, dei significati antichi ancora da scoprire, dalle trascrizioni antiche errate e molte altre cause. Ma non perdiamoci d’animo e cerchiamo almeno di fissare alcuni punti per ora abbastanza “certi”.

La scrittura cinese si dice sia stata inventata dall’Imperatore Fúxī (伏羲) noto per essere vissuto circa 3000 anni prima di Cristo. Se si considera che Fúxī viene considerato uno dei “tre Augusti” (sān  Huáng )della Cina, è facile comprendere come una scoperta tanto importante potesse essere attribuita ad una figura così leggendaria; il titolo “Huáng”, tradotto come “Augusto” veniva utilizzato, in epoca preimperiale, come riferimento alle divinità (per i re si utilizzava il termine wáng ); si cominciò ad utilizzare il termine huángdì (皇帝), riferito agli imperatori con l’avvento del primo imperatore della dinastia Qin.

Si dice, perché come ogni cosa avvenuta troppo indietro nel tempo, vi sono molte teorie al riguardo e la nascita della scrittura cinese non è da meno; altre voci narrano della sua invenzione da parte di un Funzionario dell’Imperatore giallo, chiamato Cāng jié (仓颉). Poteva non esserci qualche leggenda anche a suo riguardo? Certo che no! Si dice che fu proprio l’Imperatore giallo a chiedere a Cāng jié di inventare un metodo di scrittura che potesse essere comune a tutto il regno; la leggenda narra che Cāng jié, fermo presso la riva di un fiume a pensare ad un metodo, vide delle orme di animali; la forma delle stesse fu una rivelazione per il Funzionario, che utilizzò tale metodo per inventare la scrittura. Un’altra leggenda narra di una fenice cinese che fece cadere vicino al Funzionario un pezzo di terra secca sul quale vi erano impresse delle orme. Caso volle che passasse da quelle parti un cacciatore e Cāng jié chiese di che animale fossero quelle impronte; alla risposta veloce del cacciatore, il Funzionario capì che era possibile dare un significato alle parole disegnandole.

Le prime tracce reali di scrittura cinese sono state trovate su ossa di bovino e carapaci di tartarughe, tracciate presumibilmente con oggetti appuntiti e dai tratti molto stilizzati e rigidi durante la Dinastia Shang (ca. XVII-XI sec. A. C.). E’ universalmente riconosciuta la funzione divinatoria di tali oggetti, attraverso i quali si ottenevano risposte e consigli su qualsiasi cosa, anche le più importanti. Era opportuno trattare i carapaci e le ossa affinchè fossero pronti per la divinazione; si lavava via l’eventuale sangue ancora rimasto, si asportava la carne residua e si praticavano dei fori con un determinato ordine. Successivamente l’Oracolo vi incideva il proprio nome, la data e la divinazione. Passando le ossa e i carapaci sul fuoco, per effetto della temperatura, si creavano delle fenditure che andavano ovviamente interpretate e che tra l’altro determinavano o meno l’autenticità della divinazione. Tali carapaci e ossa venivano conservati e molti di essi sono stati ritrovati, dandoci la possibilità di verificare i primi, rudimentali caratteri utilizzati.

Come ogni scrittura esistita sul nostro Pianeta, anche quella cinese ha subito trasformazioni dal punto di vista delle tecniche, dei significati e delle pronunce. Andiamo con ordine; partendo dalle prime iscrizioni oracolari, la scrittura si evolse verso uno stile differente, dettato dalle scoperte effettuate in ambito della fusione dei materiali, in particolare il bronzo; durante la prima fase di questa nuova “era” (periodo a cavallo delle Dinastie Shang e Zhou) i caratteri presentavano molte analogie con lo stile appena passato, quindi ancora abbastanza squadrati nei tratti. Con il proseguimento della Dinastia Zhou, essi andarono a modificarsi in uno stile più “rotondo”, che fu di enorme convenienza vista la futura invenzione dell’inchiostro e pennelli i quali vennero utilizzati per la scrittura su legno, bambù e seta. Lo stile potrebbe essere definito come un rudimentale inizio dello stile del sigillo (in questo caso grande sigillo, per non confonderlo con lo stile successivo del piccolo sigillo), il quale veniva utilizzato, appunto per i sigilli di documentazione ufficiale e il quale fu probabilmente il primo tentativo di unificazione della scrittura, dopo l’avvento del primo imperatore della Dinastia Qin.

Come ogni scrittura che si rispetti, tuttavia, l’estensione della stessa ad un numero massimizzato di individui fece sì che i primi problemi non tardassero ad arrivare; la questione della sua complessità necessitò di una risoluzione del problema, il quale arrivò con l’introduzione del sistema di scrittura durante la Dinastia Han, chiamato “Stile ufficiale” o “隶书”, il quale si evolse nelle varianti “Stile erba” “” (caratterizzato da linee sottili e continue, senza distacco del pennello dalla carta) e dallo “Stile veloce” “”. Essi posero le basi per lo stile regolare, introdotto nell’ultimo periodo della Dinastia Han, il quale fu lo stile più longevo, tutt’ora utilizzato e denominato “”.

E’ interessante l’osservazione di come la scrittura cinese abbia subito sostanziali modifiche nelle modalità di scrittura e conseguentemente nelle applicazioni dei significati, modificati, dati in prestito o totalmente diversificati. L’evoluzione dei sistemi fisici di scrittura non poteva che dare origine a modifiche prima di tutto nella forma dei caratteri; scrivere con un punteruolo non è come scrivere con un pennello e ciò va inevitabilmente a modificare la forma e la velocità di scrittura.

La stessa evoluzione della civiltà ha portato alla diversificazione dei caratteri: nuove parole si sono aggiunte, nuovi caratteri sono stati introdotti per poter descrivere non solo cose visibili e riproducibili, ma anche idee, concetti, emozioni.

Nella prossima puntata cominceremo a vedere un po’ più nel dettaglio le diverse tipologie di caratteri al fine di avere chiare in mente le differenze e le analogie, cominceremo a familiarizzare con parole quali “pittogrammi”, “ideogrammi” e vedremo come mai è errato racchiudere l’intera scrittura cinese utilizzando quest’ultima parola. Parliamo di caratteri, scoprirete il perché.

Stay tuned!

B_ING

In this episode we will start with the Chinese characters proper, in a journey that obviously begins with their millennial history and their transformation over time, up to the present day. Speaking of such a big topic is obviously not easy, because there are so many things to say that it would be necessary to write a book (and many have already been written). In this blog I will limit myself to the more “general” things but not too much “general”, so that those who follow these pages can realize in greater detail that what we’re writing was born many years ago and the form, the size, the order is not always been what we are used to see.

When and how are Chinese characters born? This is one of those questions that may never have a certain answer, due to the excessive time lag between the present day and the first inscriptions found, the ancient meanings still to be discovered, from wrong ancient transcripts and many other causes. But let’s not lose heart and try at least to fix some points for now quite “certain”.

Someone says Chinese writing have been invented by Emperor Fúxī (伏羲) known to have lived about 3,000 years before Christ. Fúxī is considered one of the “three Augustus” (sān Huáng 三皇) of China, and it is easy to understand how such an important discovery could be attributed to such a legendary figure; the title “Huáng”, translated as “Augustus” was used, in pre-imperial times, as a reference to the deities (for the kings, term was “wáng” ); the term huángdì (皇帝) began to be used, referring to the emperors, with the advent of the first emperor of Qin Dynasty.

These are only words, because like everything happened too far back in time, there are many theories about it and the birth of chinese writing is not far behind; other voices tell of its invention by an official of the yellow emperor, called Cāng jié (). Could not there be any legend about it? Of course not! It’s said that it was the yellow emperor who asked Cāng jié to invent a method of writing that could be common to the whole kingdom; legend says that Cāng jié, standing at the bank of a river thinking of a method, saw the footsteps of animals; the shape of these was a revelation for the Official, who used this method to invent writing system. Another legend tells of a Chinese phoenix who dropped a piece of dry land near Cāng jié with imprints of footprints. It happened to a hunter to pass by and Cāng jié asked what were the animal prints; at the hunter’s quick response, the Official realized that it was possible to give meaning to the words by drawing them.

The first real traces of chinese writing were found on bovine bones and turtle carapaces, presumably traced with pointed objects and very stylized and rigid strokes during the Shang Dynasty (about XVII-XI century A. C.). The divination function of these objects is universally recognized, through which answers and advice were obtained on anything, even very important things. It was appropriate to treat the carapaces and bones to be ready for divination; the remaining blood was washed away, the residual meat was removed and holes were drilled with a specific order. Subsequently the Oracle engraved its name, date and divination. Warming up bones and carapaces on fire, due to the temperature, it creates some slits that obviously had to be interpreted and that also determined the authenticity of the divination or not. These carapaces and bones were preserved and many of them were found, giving us the opportunity to verify the use of first, rudimentary characters.

Like every writing system that existed on our planet, even the chinese one has undergone transformations from the point of view of techniques, meanings and pronunciations. Let’s go in order; starting from the first oracular inscriptions, the writing system evolved towards a different style, dictated by the discoveries made in the materials fusion, in particular bronze; during the first phase of this new “era” (period between the Shang and Zhou Dynasties) the characters presented many similarities with the past style, therefore still quite squared in strokes. With the continuation of the Zhou Dynasty, they changed into a more “round” style, which was of enormous convenience given the future invention of ink and brushes which were used for writing on wood, bamboo and silk. This style could be defined as a rudimentary beginning of the seal style (in this case the big seal, not to confuse it with the small seal style), which was used for the seals of official documentation and which was probably the first attempt at the unification of writing, after the advent of the first emperor of the Qin Dynasty.

Like any self-respecting writing, however, the extension of the same to a maximized number of individuals brought some problems, which were not slow to arrive; the question of its complexity necessitated a resolution of the problem, which came with the introduction of the writing system during the Han Dynasty, called “official style” or “隶书“, which evolved into the variants “Grass style” “草书“(characterized by thin and continuous lines, without detaching the brush from the paper) and the “Fast style” “行书“. They laid the foundations for the regular style, introduced in the last period of the Han Dynasty, which was the longest-lived style, still used and called “楷书“.

It’s interesting to note how chinese writing has undergone substantial changes in writing and consequently in the applications of meanings, modified, loaned or totally diversified. The evolution of physical writing systems could only give rise to changes first of all in the form of the characters; writing with a punch is not like writing with a brush and this inevitably changes the shape and speed of writing.

The same evolution of civilization has led to the diversification of characters: new words have been added, new characters have been introduced to describe not only visible and reproducible things, but also ideas, concepts, emotions.

In the next episode we will begin to see a little ‘more in detail the different types of characters in order to have clear differences and similarities in mind, we will begin to familiarize with words such as “pictograms”, “ideograms” and we will see why it is wrong to enclose the entire Chinese writing using the latter word. Let’s talk about characters, you’ll find out why.

Stay tuned!


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