SCRITTURA: i primi tratti

Benvenuti a questo nuovo capitolo sulla scrittura cinese! Ci eravamo lasciati con un post molto generale, all’interno del quale spiegavo a grandi linee cosa mi avesse portato a voler intraprendere questo percorso. Qui si comincia con qualcosa di più “tecnico”; Vorrei far partire il nostro viaggio nella scrittura cinese dalle basi della stessa, cioè i tratti. Ogni carattere è formato da tratti, che variano notevolmente nel numero, a partire da 1, fino a decine; sapere come disegnare i tratti è la base da cui partire per poter scrivere in modo corretto. Per saper come disegnare i tratti è necessario sapere l’elenco degli stessi, ed è ciò che vedremo qui, cominciando dagli 8 principali. Al fine di una più completa comprensione del discorso, andremo anche a vedere, nei prossimi articoli, l’attrezzatura necessaria alla scrittura, come l’inchiostro, il pennello, la carta, ecc, senza tralasciare anche l’ambiente stesso, elemento fondamentale.

In questo articolo passeremo in rassegna i primi due tratti, quello orizzontale e quello verticale. Ho deciso di farvene vedere due alla volta per evitare di scrivere articoli esageratamente lunghi e per una questione di “ordine” all’interno del blog; scrivendo troppo, e mettendo troppa carne al fuoco si rischierebbe solamente di confondere, o peggio ancora, di annoiare il lettore, il quale potrebbe abbandonare l’idea di voler approfondire il discorso ancora prima di cominciarlo. Quindi restate sintonizzati e che le danze abbiano inizio!

Il primo tratto che andremo a vedere è quello orizzontale, chiamato anche “héng”, il cui significato è, infatti, “orizzontale” e il cui carattere è “”. Nell’immagine postata potete vedere come muovere il pennello per ottenere un risultato soddisfacente; i tratti, infatti, non sono semplici linee nere senza alcuna vita, ma vere e proprie opere d’arte. Innanzitutto il tratto orizzontale non segue esattamente una linea retta, ma si inarca leggermente verso l’altro. La testa e la coda del carattere sono più “grandi” della parte centrale. Per una corretta esecuzione di agite in questo modo: appoggiate il pennello nel punto in cui il tratto dovrà cominciare, dopo di che ruotate lo stesso leggermente verso il basso e verso destra, al fine di far prendere alla testa del tratto una forma definita. A questo punto muovetevi più velocemente, verso destra, in modo che il tratto non presenti alla vista delle interruzioni o dei tentennamenti. Arrivati alla coda del tratto, il pennello andrà nuovamente ad effettuare lo stesso movimento utilizzato precedentemente, al fine di dare una forma definita anche al termine del tratto stesso. Questo metodo di scrittura non è ovviamente l’unico, vi sono diversi stili che comportano diverse modalità di utilizzo del pennello, ma all’inizio potrà essere sperimentato questo tipo di approccio, considerando il fatto che il tratto orizzontale, sebbene non sembri, è molto difficile da tracciare nella giusta maniera. Esso infatti rappresenta uno dei tratti più importanti nella calligrafia cinese, grazie al quale spesso un carattere assume equilibrio o forza.

Persino la posizione di tale tratto determina il proprio modo di essere scritto; immaginate il carattere orizzontale come una trave di sostegno di un tetto, posto in posizione superiore, a proteggere ciò che sta sotto, come per esempio nel carattere “xià”: . Provate ora a pensare ad una sorta di “divisorio”, un “davanzale” posto al centro di due piani, come nel carattere “liù”: . Infine il tratto orizzontale può fungere da sostegno inverso, un piano sul quale mettere le cose, una sorta di libreria, o mensola, come nel carattere “tŭ”: . Alla luce di questi esempi potete capire come il tratto orizzontale contribuisca in modo decisivo alla costruzione del carattere già a partire dalle proprie fondamenta.

Si notino, nei due riquadri contrassegnati dal segnale di pericolo, i più comuni errori che occorrono durante l’esecuzione del tratto orizzontale; a sinistra potete vedere che la linea non presenta né capo né coda, come se fosse un trattino disegnato con un pennello quadrato. I motivi che portano a questo tipo di errore risiedono nella mancanza del movimento del pennello all’entrata e all’uscita del tratto. Quando uno di essi viene disegnato nel modo errato, l’occhio nota subito che c’è qualcosa che non va, come un errore, una macchia stonata all’interno di un quadro, non visibile immediatamente ma che lascia l’osservatore con una sensazione di disagio. E’ opportuno tuttavia segnalare che è possibile trovare tratti orizzontali disegnati in modo simile a questa versione “errata”, specialmente nei caratteri in cui ve ne sono più di uno; solitamente solo il principale, il più lungo, segue le regole menzionate.

Il secondo errore più comune è in realtà l’opposto di quello appena visto; se il pennello effettua movimenti troppo ampi, la testa e la coda del tratto saranno così marcate che prenderanno il sopravvento sull’armonia generale del tratto stesso, il quale avrà più la forma di un serpente.

Nelle due immagini sotto riportate ho pensato di farvi vedere in modo più “schematico” i due tipi di tratto orizzontale che esistono in calligrafia, quello lungo e quello corto, con tre esempi del loro utilizzo all’interno di caratteri. Il tratto rosso è quello indicativo:

Orizzontale 1 esempi

Qui sotto il tratto orizzontale corto:

Orizzontale 2 esempi

Il secondo tratto che vedremo in questo articolo è quello verticale, denominato “shù”, il cui significato è, infatti, “verticale” e il cui carattere che lo rappresenta  è “”. Mentre il tratto orizzontale viene tracciato con movimento che si inarca leggermente verso l’alto, il tratto verticale rappresenta la spina dorsale di un carattere, uno scettro o un pilastro e va quindi disegnato perfettamente verticale, dall’alto verso il basso. La forma del tratto verticale ricorda molto quella dell’orizzontale, anche nell’esecuzione dello stesso. Per una corretta esecuzione di agite in questo modo: appoggiate in modo abbastanza (non troppo) deciso il pennello con un angolazione di circa 45° al fine di dare una forma definita alla testa del tratto e ruotare lo stesso leggermente per portarlo in linea con la direzione che avrà il tratto stesso. Scendere verso il basso con un movimento più veloce (come nel tratto orizzontale, la parte centrale è più stretta) e arrivati al termine del tratto ruotare nuovamente il pennello per dare la forma alla coda. E’ possibile tornare indietro di qualche millimetro al fine di ottenere un effetto più naturale. Nell’immagine postata è possibile vedere il movimento del pennello nell’esecuzione di . Pensate al tratto verticale come una colonna portante di un carattere; esso può intervenire a sostenere delle parti, come in “shàng”: “”, oppure fungere da divisore in parti simmetriche, come in “mù”: “”; può mantenere in equilibrio una parte come un ago di bilancia, come in “xià”: “” o dividere in due parti non necessariamente simmetriche un carattere, come in “wài”: “”. La presenza di “héng” e “shù”, quindi, è di fondamentale importanza della stesura di un carattere.

Come detto precedentemente, questo non è l’unico modo di disegnare , in questo caso una variante è molto utilizzata, rappresentando quasi una cosa a sé stante; si tratta dell’ ”ago sospeso”, detto anche “ago verticale”, in cui il tratto finisce a punta e il quale può essere visionato nell’immagine postata. In questo caso il pennello, anziché effettuare il movimento di definizione della coda del tratto, si alzerà sempre più dal foglio, producendo un assottigliamento che culminerà con la punta.

Nei riquadri contrassegnati con i numeri è possibile vedere gli errori più comuni durante l’esecuzione del tratto verticale. Il n°1 è stato eseguito con movimenti del pennello troppo ampi alla testa del tratto (o lo stesso è stato appoggiato in modo troppo deciso, provocando una grossa macchia di inchiostro). Il n°2 è stato tracciato senza mantenere una pressione costante del pennello sulla carta. Questo tipo di errore è molto comune quando si comincia a disegnare caratteri in quanto è molto difficile mantenere la mano ferma; questo tipo di situazione porta all’errore n°3, in cui il pennello non è stato appoggiato abbastanza, provocando una sorta di linea continua e senza forza.

Come per il tratto orizzontale, provvedo a mostrarvi i due tipi di tratto verticale con esempi di caratteri. In questo modo sarà più semplice rendervi conto della differenza visiva. La goccia di rugiada:

verticale01

E qui sotto esempi di utilizzo dell’ago sospeso:

verticale02

Alla luce degli errori menzionati in quest’articolo, come fare per evitare di incorrere in essi? Sembrerà una cosa banale, ma il segreto per padroneggiare l’arte della calligrafia è semplicemente scrivere, scrivere e poi ancora scrivere, fino a che i tratti verranno fuori in modo naturale. Ecco, quest’ultima definizione, sebbene semplice, racchiude in essa un profondo e lungo  lavoro che dovrebbe partire in primis da noi stessi. La naturalità dei gesti è un qualcosa che ha a che fare con la natura stessa; se saremo in grado di far nostra la consapevolezza di far parte di un tutto, allora anche dei “semplici” movimenti quali l’uso di un pennello per tracciare un “semplice” tratto diventeranno un qualcosa alla quale non penseremo nemmeno più. La pratica del principiante di solito parte dalla scrittura dello stile regolare, in quanto il più standardizzato  e contenente in sé la maggior parte delle tecniche di scrittura col pennello, mentre si potrà passare alla scrittura veloce e persino al corsivo solamente una volta apprese e fatte nostre le tecniche base. La calligrafia cinese, allora diventerà come l’apprendimento dello stare in piedi, camminare ed infine correre. Se vogliamo partire dalla corsa senza nemmeno sapere come stare in piedi finiremo col cadere e farci male, a volte perdendo la voglia di voler ricominciare. Quindi prendete il vostro foglio, il vostro pennello e scrivete, scrivete, scrivete.


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